Istigazione alla violenza

Istigazione alla violenza nel conflitto di coppia

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L’ arte della provocazione, non è una prerogativa assoluta della donna, perchè alcuni uomini possono fare anche di peggio.
In questo post, però, analizzo uno scenario ripetitivo nel quale la donna sia maltrattante e provocatrice.
L’ istigazione alla violenza, in tal caso, sembrerebbe dunque una tecnica molto diffusa.

L’ uomo, infatti, nei rapporti conflittuali con la partner, è maggiormente predisposto a passare dalla parte del torto.
Abbocca facilmente e reagisce.

La donna maltrattante, invece, sembra essere indotta a perpetrare una violenza sottile per ingenerare una reazione.
Si otterrà, in questo modo, un ampliamento del conflitto.
Il mio presentimento, però, è che le provocazioni della donna siano il frutto di una strategia studiata a tavolino, ma non dalla singola esecutrice materiale.

Nessuna morale sessista, solo differenti modi di essere cattivi

Le mie impressioni sono in buona fede e non hanno fondamenta sessiste. La parità dei sessi è la vittoria del Ventesimo secolo, epoca di cui faccio parte per nascita e formazione.
Una parità, non limitata all’ uomo e la donna, ma riconosciuta quantomeno nel mio pensiero per tutti i generi, in quanto esseri umani.
Le ingiuste prevaricazioni che il genere femminile abbia patito dalla notte dei tempi, non esistono più, quantomeno concettualmente.

Uomini e donne crudeli, invece, esistono ancora e purtroppo la violenza di genere contro gli uomini è un tabù sociale.
In base all’ indole di genere, credo esistano differenti sfumature nell’ esser cattivi.
Il malvagio, pertanto, non è uomo, donna, trangender o altro, bensì un essere umano malvagio.

Istigazione alla violenza di uomini e donne manipolati da un sistema marcio?

Sebbene non sia un tecnico, ho studiato molte vicende di violenza intrafamiliare nelle quali l’uomo è maltrattato.
Si somigliano in maniera clamorosa.
Sembra un copione scritto, un vero e proprio abuso seriale.

Parlo inoltre per esperienza personale di vita vissuta.
Questo post è dunque un “ragionamento ad alta voce” e non mi arrogo la presunzione di non poter sbagliare.

Non ho nessuna paura, però ad argomentare i miei sospetti, perchè, insieme ai cari figli miei ho certamente subito questa vile strategia.

Paola Gassman, un giorno ha detto: “Chi è vero, non ha mai niente da nascondere”.

Cosa potrebbe celarsi dietro la strategia dell’ istigazione alla violenza?

La donna maltrattante utilizza tecniche sottili, ma ho ragione di credere venga guidata. Sembrerebbe esserci un deus ex machina che consigli e programmi un piano diabolico, replicato già troppe volte.
L’ identica strategia di troppe donne, per la legge dei numeri, è necessariamente farina dello stesso sacco!

L’ obiettivo è quello di ottenere una reazione per poter denunciare l’ uomo. Quale interesse potrebbero avere delle ipotetiche associazioni a delinquere nascoste dietro tutto ciò?

Possibile pensare ci siano interessi economici per i finanziamenti statali successivi alla Legge 119 del 2013?
Il malaffare delle case famiglia produce fatturati superiori al miliardo di euro annui.

Il quotidiano La Repubblica denuncia senza se e senza ma che i Servizi Sociali hanno troppo potere!
In riferimento al caso Bibbiano, scrive: “L’indagine che ha svelato il sistema di sottrazione dei minori ai genitori per darli in affido retribuito ad altre persone dimostra come l’ordinamento italiano non solo non punisce questo tipo di abusi ma soprattutto non li previene“.

Cosa succede però quando si tenta l’ istigazione alla violenza con le persone per bene?

Le reazioni degli uomini coscienziosi possono essere differenti, ma hanno come unici denominatori: rispetto, giustizia e lealtà.

Io, purtroppo per chi ha ritenuto volermi abusare ho un carattere ardimentoso.

Nasce dunque un blog senza segreti per non dimenticare, come Cari Figli Miei, arriva il canale YouTube, pagina Facebook, TikTok, Twitter, Instagram, etc.

Uomini dabbene, con un carattere differente, si affideranno ad un pool di avvocati selezionati, qualora possano permetterselo, oppure soccomberanno con grande onore, perchè rispettosi dei valori.

Non ci sono alternative. L’ ultima strada è quella di sbottare, sbagliare e fare il gioco degli approfittatori.

Il rispetto dei valori

La persona educata e rispettosa, potrebbe riuscire a prendere il controllo della situazione e comprendere di essere vittima di uno sporco gioco.
L’ uomo, però, incontra enorme difficoltà nel riconoscersi vittima.
Lo sforzo mentale è enorme, perchè si tratta di una condizione sgradita alla società nella quale viviamo.
L’uomo prevaricato, dunque, prova colpa e vergogna.

La tutela dei figli, in ogni caso resta prioritaria per chi abbia la testa in testa, ma a volte va scelto il male minore.

La reazione del bravo uomo è educata, ferma e rispettosa della legge.

Superato il primo smarrimento, infatti, è necessario trovare la forza nel completo rispetto dei valori.
Il fattore difficoltà è inversamente proporzionale al corretto modo di comportarsi.

Un “curriculum” di padre e marito esemplare aiuta.

Le colpevolizzazioni vanno analizzate mediante un rigoroso esame di coscienza. L’ uomo per bene, infine, capisce se e quando sia il momento di parlare e spiegare come siano andate realmente le cose.

Condanna alla violenza, sempre e comunque

L’uomo caduto in trappola che reagisce prepotentemente va tuttavia condannato.
Le provocazioni subite non giustificano la prevaricazione, anche se la violenza non ha sesso, ma le tutele sono sessiste è inaccettabile giustificare comportamenti violenti.

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