Assistenti sociali strappano il figlio dalle braccia di Katia

Katia piange perchè le hanno strappato il figlio dalle braccia
Gli assistenti sociali irrompono in ospedale, la circondano e le strappano il bimbo

Madre cubana in Italia: “Gli assistenti sociali mi hanno rubato tre figli”

L’ ultimo figlio, le è nato il 31 Dicembre 2020.
Il 2 Gennaio 2021, gli assistenti sociali glielo hanno strappato dalle braccia nella camera dell’ ospedale.

Dio mio, per favore aiutami.
Hanno portato via il mio bambino!
Me l’hanno portato via in ospedale quando aveva due giorni.
Hanno preso anche il mio bambino di un anno.
Hanno rubato anche quello
”.

Lo straziante pianto di Katia Cruz Quero, è tutto in un video pubblicato sul canale YouTube “NoticiasCubanet Cuba”.
Il 27 Giugno 2021, invece, Katia spiega, nel sottostante video a Cari Figli Miei, come non sia cambiato assolutamente nulla in questi mesi.

Il 26 Giugno 2021, Katia conferma che nulla sia cambiato nel frattempo…

Katia infatti, il 31 dicembre ha dato alla luce il suo piccolo.
Un altro figlio di un anno, invece, era nell’Istituto “Figlie dell’Addolorata” per decisione del Tribunale dei Minorenni di Ancona. Un terzo figlio le è stato tolto nel 2017.
Katia ha anche un quarto figlio a Cuba.

Gli assistenti sociali, dunque, hanno fatto irruzione in ospedale il 2 Gennaio 2021 ed hanno strappato via il bambino dalle sue braccia.

Cubanet da risalto alla tragedia della mamma cubana presso l’ Ospedale di Civitanova Marche

Ho tradotto dunque l’ articolo, di cui ne citerò una parte a breve, ed ho pensato di aver capito male.

In Italia è permesso fare irruzione in un ospedale e strappare un bambino dalle braccia di una madre?

Ho voluto chiederlo nuovamente a Katia Cruz Quero.

Assistenti sociali rubano i figli :"Si me lo hanno strappato dalle braccia"
Gli assistenti sociali hanno strappato il figlio dalle braccia della mamma in ospedale

L’ irruzione degli assistenti sociali del 2 Gennaio 2021

In seguito ad un’ ordinanza d’urgenza emanata dal sindaco di Sarnano, i Servizi Sociali sono intervenuti “per mettere al sicuro il bambino”.

Katia è stata circondata dagli assistenti sociali e della polizia e le hanno strappato il bambino dal grembo.
Impossibilitata a muoversi a causa del dolore postpartum, ha chiesto aiuto a CubaNet e Marinellys Tremamunno ha descritto questa agghiacciante storia.

Negato il diritto all’ allattamento

La giornalista, scrive in spagnolo, ma ho tradotto quanto segue dal suo articolo:

Devi comportarti bene Katia, ha detto il funzionario dei servizi sociali con un tono minaccioso e freddo, come se fosse un crimine o un atto di cattiva condotta per una madre opporsi alla separazione dal suo bambino.

Ora il bimbo si ritrova in una presunta comunità educativa, con persone sconosciute – senza nemmeno avere diritto ad essere allattato – per decisione del Tribunale dei Minori della Regione Marche. Il caso è stato ripreso dallo Studio Legale Internazionale dell’avvocato milanese Antonino Lo Verde, ampiamente conosciuto dalla comunità latinoamericana in Italia come l’avvocato del popolo.

Citazione tratta dall’ articolo “Madre cubana en Italia: Los asistentes sociales me robaron a mis tres hijos” di Marinellys Tremamunno di Cubanet

L’ olocausto del Ventunesimo secolo

In tutta onestà, non ho voluto sentire altro.
Non mi interessano le motivazioni che hanno indotto le istituzioni a prendere questa decisione.
Lo strappare un bambino dalle braccia della madre, da parte degli assistenti sociali è un’ onta immorale per il nostro Paese.

L’ immagine data a Cuba, madrepatria di Katia, è quella di un Italia che non riconosco.
La vera Italia è la patria dei diritti umani.
Questi assistenti sociali sconsiderati devono rispondere di questo gesto vergognoso.

Denuncia sociale, fermiamo il rapimento dei bambini

Cari Figli Miei è il blog dei genitori maltrattati.
Siamo vicini a Katia e ci impegniamo a divulgare questa atroce violenza.
Faremo conoscere tutti questi abusi nell’ interesse della giustizia, dei bambini e degli assistenti sociali (quelli veri) che indignati, vorranno certamente aiutarci.

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Di Cristian Vacca

Sono Cristian Vacca, un padre maltrattato. L' amore tra babbo e figli, devastato dalla superficialità di chi avrebbe dovuto tutelarlo. Definire malato un amore forte e sano: il sistema non funziona! Vivo per i miei figli e non ho paura di salvaguardarli.